
A Bologna in piazza del Nettuno
Dal 28/04/2012 al 29/04/2012 a Bologna, in EMILIA-ROMAGNASabato dalle 10 alle 19 e domenica dalle 10 alle 18, senza interruzione, negli stand allestiti attorno alla celebre fontana del Giambologna verranno distribuite, per un’offerta minima di 5 euro cadauna, 7mila porzioni di tagliatelle condite con oltre due quintali di ragù bolognese, ambedue rispondenti rigorosamente ai disciplinari depositati presso la Camera di Commercio.
Un’operazione combinata, dove ciascuno ha dato il suo contributo fattivo: i panificatori hanno fornito le materie prime per la sfoglia, le sfogline hanno realizzato le tagliatelle, i macellai di Federcarni hanno procurato le basi per il ragù e i cuochi bolognesi hanno sapientemente cucinato il tutto.
«E’ un importante lavoro di squadra – sottolinea Giancarlo Tonelli, direttore di Confcommercio Ascom Bologna – che si pone in un percorso di valorizzazione dei prodotti alimentari e della gastronomia tipici bolognesi da tempo in essere». «Ancora una volta – aggiunge Francesco Mafaro, presidente dei panificatori bolognesi – facciamo appello al buon cuore dei cittadini di Bologna, che hanno sempre mostrato di apprezzare questo genere di iniziative a fin di bene».
L’iniziativa, patrocinata da Confcommercio Ascom Bologna (cui fanno riferimento le associazioni organizzatrici), è infatti finalizzata alla raccolta di fondi per il progetto “Gomito a Gomito” promosso dalla Cooperativa Siamo Qua, composta da frati e laici che si rifanno all’esperienza religiosa e sociale di Don Giuseppe Dossetti, e che all’interno della sezione femminile del carcere della Dozza ha messo in opera un laboratorio sartoriale dove sono impegnate al momento tre detenute.
In questo laboratorio vengono prodotti abbigliamento femminile e per bambini, shopper-bag e borse di ogni genere, che attualmente vengono vendute al Mercato della Terra di Slow Food, ma il progetto, spirate le borse lavoro ottenute inizialmente dal Comune, rischia di chiudere per mancanza di risorse.
«Inizialmente le persone che lavoravano con noi erano quattro – spiega Fra Martino, presidente della cooperativa – ma una è stata scarcerata e non siamo riusciti a rimpiazzarla. Di più, formare una nuova persona ora come ora comporterebbe dei costi per noi non più sostenibili. Se non riusciremo a trovare fondi a sufficienza con l’arrivo dell’estate saremo costretti a chiudere tutto e sarebbe un vero peccato interrompere una così bella esperienza di recupero sociale».
Fonte: www.mondodelgusto.it