
Profumi e sapori d’Umbria
Dal 16/06/2012 al 17/06/2012 a Perugia, in UMBRIAA metà giugno, il borgo fortificato di Vallo di Nera ospita nelle sue strade anulari pianeggianti, intersecate da viuzze radiali molto ripide e nelle sue piazze dove prospettano edifici sacri dal perfetto aspetto romanico, la manifestazione Fior di Cacio, profumi e sapori d’Umbria in cui protagonista è il formaggio, prodotto delle greggi, transumanti e stanziali, che in questa zona dell’Umbria sud-orientale sono presenti in notevole quantità e di cui lo stesso paesaggio agrario, risultato delle intense e secolari ceduazioni, è stato modificato per favorire la loro presenza.
Tra artisti popolari e poeti a braccio, percorrendo le vie del centro storico, le cantine vengono aperte per alloggiare gli strumenti dei casari utilizzati nella lavorazione del formaggio in tutte le fasi, che in queste montagne sono rimaste, sostanzialmente, le medesime descritte nel periodo a cavallo tra i sec. XIV e XV dall’agronomo Corniolo della Cornia, nella sua opera “La Divina Villa”, assumendo, però, il carattere di operazione artigianale che la sapienza popolare ha affidato alla tradizione orale, senza lasciarne tracce scritte.Molte sono le forme di cacio, a pasta molle, dura, semicotta, cotta, o cruda, dall’aroma inconfondibile per la grande varietà di erbe, arbusti e gemme a disposizione delle bestie che pascolano all’aperto e che possono essere degustate con la parallela iniziativa “i mille matrimoni del formaggio” smentendo gli antichi pregiudizi e prescrizioni che accompagnavano il consumo di latticini, quali calcoli renali, malattie al fegato ed alla milza, calo della vista e lebbra, tutte affezioni imputabili a latte e derivati e che si riassumono nel medievale aforisma “caseus est sanum quem dat avara manus”.
In queste due giornate di giugno, dedicate al cacio, è possibile sperimentare accostamenti, inediti e gustosi, tra il formaggio ed altre pietanze in un matrimonio all’insegna del gusto.
Sono, inoltre, previste sia delle visite guidate lungo i sentieri della transumanza, fino ai pascoli d’altura delle montagne circostanti il territorio di Vallo di Nera, dove risiedono i pastori che si dedicano all’attività casearia sia degli incontri tematici di approfondimento sui diversi aspetti dell’argomento formaggio, ed è possibile assistere alla disfida del ruzzolone, un tradizionale gioco dei luoghi dove era praticata l’attività della transumanza, in cui il formaggio di pecora, quello più duro e stagionato, diventa anche lo strumento protagonista del lancio delle ruzzole: belle e grosse forme di cacio duro e ben stagionato, delle quali i pastori non erano mai sprovvisti, in previsione di disfide.