Archeologia del mondo agricolo
Parallelismi fra agricoltura etrusca e toscana

Schede descrittive:

L'eredità etrusca nel mondo contadino toscano

L'aratro etrusco
L'aratro toscano
Le fasi della cerealicoltura nel mondo etrusco
Le fasi della cerealicoltura nel mondo contadino toscano
La trasformazione del paesaggio agrario in Etruria
La religione etrusca struttura lo spazio agrario
Civiltà contadina e paesaggio agrario
Riti agrari etruschi: il sulcus primigenium
La sacralità del bue

Il raccolto e la divinità

Il bue nel mondo agricolo toscano
Anno agrario e anno liturgico
Le lotte contadine tra gli etruschi
Le lotte contadine nel Novecento
 
Antichi attrezzi:

Carro agricolo chianino

Imbottigliatrice

Torchio a vite

Pompa

Giogo

Cardatrice

Crick

Aratro

Banco da falegname

Bilancia e registratore di cassa
Solfatrici
Calesse

Libretto colonico

Carrettone

La trasformazione del paesaggio agrario in Etruria

Le tecniche di lavorazione dei campi mutano gradualmente il territorio che viene sempre più sottratto alle selve e progressivamente antropizzato.

Il solco tracciato dall'aratro in un unico tratto costituisce l' actus (circa 120 piedi, misura da connettere con il naper etrusco ); da qui lo iugerum (due actus quadrati, etimologicamente connessi con iugum = giogo, generalmente la misura di un campo), l' heredium (due iugera ), le centuriae (cento heredia ) tutte unità di misura dei campi.L'aratro o meglio il suo tracciato base è dunque l'unità di misura degli spazi agrari. Se è noto che tali misurazioni hanno origine greca, ma sono state perfezionate dai Romani, è stato più volte sottolineato l'intermediazione etrusca.


Schema di cunicoli scavati nel tufo nel territorio di Veio a fini irrigui

L'introduzione della tecnica del maggese, che in Etruria prevedeva fino 9 arature, comporta una appropriazione definitiva delle terre fin dall'VIII secolo a. C. con campagne a scacchiera che presentano toni verdi- gialli e toni bruni: i primi relativi alle coltivazioni erbacee, i secondi relativi agli appezzamenti tenuti a riposo.

Al maggese si affiancano altre tecniche di irrigazione estremamente sviluppate specialmente nei terreni tufacei intorno a Veio, dove furono numerosissimi i cunicoli scavati nella roccia friabile per raccogliere e convogliare le acque piovane.


Schema di tracciamento da parte dei buoi dell'actus

Con la proprietà privata anche in Etruria si delimitano i campi in maniera rigorosa, specialmente con viti maritate a pioppi, acero e olmo, già Tarconte secondo il mito, avrebbe recinto le sue proprietà con viti bianche. L'attenzione per la divisione delle terre e per i patti di compravendita o cessione è confermata da alcune fra le più lunghe iscrizioni etrusche: il cippo di Perugina e la recente Tabula cortonensis. Se quest'ultima era presumibilmente pertinente ad un edificio pubblico (forse un tempio) il cippo perugino funzionava da pietra di confine.


Cippo di Perugina pietra di confine tra i possedimenti della gens Afuna e Veltimna, II secolo a.C.