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Nelle riproduzioni miniaturistiche e nell'iconografia etrusca, l'aratro, strumento agricolo della cerealicoltura, si presenta in Etruria sia con ceppo-vomere orizzontale (per terreni già dissodati) sia con ceppo-vomere verticale (pere terreni da dissodare), è composito e presenta tutte le parti principali: ceppo (in legno di quercia), vomere di forma simmetrica (prima in bronzo poi in ferro), stiva (in faggio), manicchia, bure (in olmo e alloro), doppio giogo.

Aratro miniaturistico etrusco dal ripostiglio Vivarelli-Strozzi, Talamonaccio, II secolo a.C.
Sul giogo sono attestate solcature per i cordami, forio per la connessione al timone e per l'attraversamento di legacci che lo assicurano al bue. Nelle forme più evolute, come il modellino, di aratro del ripostiglio Vivarelli Strozzi, è presente un regolatore di profondità atto ad inclinare il vomere. Non sono al momento attestate le nasiere, i ferri per gli zoccoli dei buoi, la gabbia, mentre abbiamo raffigurazioni dell'utilizzo del pungolo e della frusta per sollecitare i bovini.

Ricostruzione di aratro etrusco dal modello del ripostiglio Vivarelli-Strozzi
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